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Replica dell'Assessore Andreazzoli sul Centro antiviolenza

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Replica dell'Assessore Andreazzoli sul Centro antiviolenza
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15-10-2014

Centro antiviolenza: arrivano le precisazioni dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Carrara Giuseppina Andreazzoli, a seguito delle critiche sollevate ieri durante la Commissione in merito ad una sua presunta inerzia su queste tematiche.
L’Assessore risponde punto per punto alle accuse: innanzitutto è importante ricordare che sulla realizzazione di un Centro Antiviolenza in Provincia sono stati aperti a livello provinciale due tavoli di concertazione per definire sede e modalità per un efficace funzionamento.
Per garantire, comunque, la continuità dei servizi esistenti nel Comune di Carrara a favore delle donne, in attesa dell’apertura a livello provinciale del Centro Antiviolenza, l’Amministrazione comunale, come già illustrato in Commissione, ha deciso di prorogare nel rispetto dei limiti consentiti dalla normativa la convenzione in essere per la gestione del Centro di Ascolto, ritenendolo un punto di riferimento importante per le donne in difficoltà e un utile strumento di collegamento per la segnalazione dei casi ai Servizi Sociali del Comune.
Per quanto riguarda, invece, le case in vicolo dell’Arancio, destinate ad ospitare donne madri in difficoltà, continua l’Assessore Andreazzoli, esiste un apposito Regolamento che prevede le modalità di accesso e i requisiti richiesti, tra cui anche l’età dei figli. Gli alloggi sono stati di recente ristrutturati: un’abitazione è stata anche completamente arredata ed è pronta per accogliere eventuali casi urgenti, mentre per gli altri sono in corso le verifiche per l’acquisto degli arredi cercando di superare i vincoli di finanza locale in materia.
Vale la pena di ricordare che negli ultimi mesi un solo caso si è rivolto ai nostri Servizi Sociali: la donna, pur non avendo i requisiti formali previsti dal Regolamento, è stata comunque ospitata in un’altra struttura protetta del Comune.
Al di là delle linee programmatiche è, dunque, evidente, conclude Andreazzoli, la volontà e l’impegno concreto dell’Amministrazione nel fare il possibile per tutelare le donne in condizioni di grave disagio, secondo una sensibilità da tempo in atto e che questa Amministrazione ha cercato di migliorare, accettando anche critiche costruttive, ma non polemiche strumentali e infondate.

Ultima modifica 24/10/2014

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